Startup e sport: come sta evolvendo il mondo dello sport

sport e startup

Ecco come le nuove start-up per lo sport influenzano questo settore

Il digitale è entrato a pieno titolo nel mondo dello sport rivoluzionando il sistema preesistente. Società, federazioni, associazioni e centri sportivi sono sempre più interessati alle potenzialità delle tecnologie più innovative, come realtà virtuale e aumentata, Internet of Things, mobile App, intelligenza artificiale. Se da un lato sono soprattutto le start-up a puntare sul digitale dando vita a modelli di business più snelli, dall’altro si iniziano a registrare sempre più casi di società che decidono di svecchiarsi sfruttando la tecnologia per il fitness. Le parole start-up e sport, insomma, sono sempre più connesse.

Start-up sport: quante sono e cosa cambia rispetto al passato

startup e sport

Le start-up digital nello sport censite a livello internazionale sono 1.012, nate tra il 2011 e il 2016, delle quali 686 sono state finanziate per un investimento totale di 4 miliardi di dollari. Queste società sfruttano le potenzialità delle soluzioni digitali per monitorare le performance atletiche, gestire eventi, curare i processi aziendali e anche per coinvolgere gli utenti, fidelizzarli e migliorare la loro esperienza. Le tecnologie più diffuse sono App, piattaforme online, Internet of Things.

Il caso italiano, tuttavia, presenta delle peculiarità. In Italia le imprese innovative nel settore sportivo sono appena 50 e, di queste, solo 24 hanno ricevuto dei finanziamenti, appena 17 milioni di euro totali, e un investimento medio che si attesta intorno ai 700mila euro. Tali dati, frutto di una ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nell’Industria dello Sport della School on Management del Politecnico di Milano, delineano quindi un quadro in cui emerge chiaramente che le imprese nostrane sono ancora distanti dal cogliere le opportunità della nuova sfida tecnologica.

Su quale tecnologia puntano le start-up sportive

Oltre la metà delle start-up finanziate, cioè 395, si trovano in Nord America (Canada e USA), 200 si trovano in Europa, 53 in Asia, seguono poi Africa, Oceania e Sud America. Se consideriamo i finanziamenti ottenuti è, però, l’Asia in testa alla classifica, con ben 2 miliardi di dollari di cui 1,7 miliardi destinati alle start-up nel settore dello sport; ci sono poi il Nord America con 1,7 miliardi, l’Europa con 300 milioni e infine le zone rimanenti in cui però si registrano investimenti marginali.

Il 49% delle start-up digital sportive (cioè quasi la metà), ha scelto soluzioni per monitorare le performance sportive e l’allenamento, prevenire gli infortuni e supportare le attività di riabilitazione. Il 33% ha optato per sistemi virtuali e dispositivi mobili per tracciare e migliorare l’esperienza degli utenti puntando anche sul merchandising e la vendita online di biglietti. Il 16% delle start-up utilizza soluzioni digital per pianificare eventi, gestire stadi o impianti sportivi puntando anche sulla promozione culturale. Infine, solo l’1% dei club sportivi usano la tecnologia per gestire lo staff, le squadre, i rapporti con sponsor e fornitori, la sicurezza nelle strutture.

Ci sono poi start-up che si interessano di più sport (il 48%) e altre invece che si concentrano su un unico sport (il 52%). Tra le start-up del secondo caso lo sport più seguito è il calcio e le soluzioni digital sono nel 49% dei casi sono utilizzate per la fan experience, nel 35% per le performance, il 14% per la gestione degli eventi, l’1% per le gestione del club.

Dopo il calcio lo sport più digital è il basket con 24 start-up in cui il 42% usa la tecnologia per la fan experience, il 38% per monitorare le performance, il 17% per gestire eventi, il 4% per gestire i club.

Le start-up sport digital in Italia

 

startup e sport anytime

Nel nostro Paese, il 58% delle start-up sportive usa la tecnologia per offrire soluzioni legate alle performance, una su cinque (il 20%) si concentra sulla fan experience, il 28% sulla gestione degli eventi, solo il 4% usa le nuove opportunità per gestire i club.

Ecco invece le tecnologie più usate:

  • piattaforme online (utilizzate da ben il 54% di start-up sportive)
  • telecamere (16%)
  • realtà virtuale (2%). A differenza delle start-up internazionali, però, quelle italiane prediligono l’Internet of Things (il 24%) rispetto alle App (il 14%).

Il 44% degli operatori si occupa di più sport, il 56% si concentra invece su uno solo e tra questi il 22% di occupa di calcio, il 10% di fitness, il 4% di basket.

Le soluzioni digitali hanno un grande potenziale e per le società sportive rappresentano senza dubbio una buona opportunità, possono infatti essere utili per prevenire alcune tipologie di infortuni, possono aiutare a fidelizzare gli utenti o i tifosi, possono aiutare a monitorare le performance.

In Italia si stenta ancora a cogliere tali vantaggi, probabilmente per la carenza di competenze digitali all’interno delle società sportive e anche per l’assenza di una visione strategica. È anche vero che per usufruire al meglio delle potenzialità del digitale  è  necessario non solo dotarsi della tecnologia, ma anche avere una formazione adeguata. Alle figure tecnico – sportive bisogna, quindi, affiancare dei manager capaci di delineare una strategia, anche digitale, in cui siano ben definite le priorità di intervento e anche di investimento.

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