Perché la night economy è un business su cui puntare in Italia

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Cose da sapere sulla night economy

Lo chiamano nachtburgemeester, letteralmente “il sindaco della notte”: ad Amsterdam questa figura è attiva dal 2012. Si tratta di un primo cittadino che inizia a lavorare al calar del sole per amministrare la night economy e tutte le sue varie attività. Da questa carica elettiva, nata nella capitale dell’Olanda, hanno preso ispirazione altre grandi città europee come Londra e Berlino, ma anche Zurigo, Parigi e Tolosa, che hanno studiato figure o commissioni per sfruttare e non reprimere il circuito economico notturno e quindi l’attività di locali e negozi. Le città, anche minori, che hanno adottato una figura con funzioni simili a quelle del sindaco della notte sono molte. Nel 2016 si è addirittura svolto un summit internazionale dei sindaci della notte per definire le priorità di intervento della night economy e per sostenere la sua crescita.

Night economy: i vantaggi dei settori notturni

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Perché si inizia a dare tanta attenzione al mondo della notte? A ben vedere, e le statistiche parlano chiaro, nelle grandi città la night economy rappresenta un motore per la crescita economica. Non ci riferiamo solo alla movida, ma a tutte le attività e servizi che si possono svolgere e di cui si può usufruire anche nelle ore notturne: negozi, palestre, centri di aggregazione culturale e molto altro.

La vita notturna di Amsterdam traina il settore turistico attirando ogni anno ben 5 milioni di turisti da ogni parte del mondo. In Italia la figura del sindaco della notte non esiste, anche se forse si potrebbe valutare la sua istituzione in considerazione della crescita inarrestabile della night economy nel nostro Paese. Ammonta, infatti, a più di 70 miliardi di euro il giro di affari generato dalla night economy italiana nel 2014, dato emerso da un’indagine condotta dall’ufficio studi della Fipe (Federazione italiana Pubblici Esercizi). Con i suoi oltre 1,4 milioni di posti di lavoro la night life nostrana rappresenta quindi un’ottima occasione per ristoranti, attività commerciali, locali di intrattenimento e iniziative culturali.

Solo nella fascia oraria compresa tra le ore 18 e le ore 6 del mattino il giro di affari della night economy è stato così suddiviso:

  • 5,3 miliardi di euro dall’attività di locali, bar e discoteche;
  • 37 miliardi da negozi e centri commerciali;
  • 17 miliardi dalla ristorazione.

La night economy in Italia

Gli italiani e i turisti in visita in Italia alimentano il settore dell’economia notturna. Le persone spendono per mangiare, divertirsi, fare shopping e anche per tante altre attività che fino ad oggi sono state svolte prevalentemente di giorno come ad esempio fare sport.

Il comparto del fitness notturno ha infatti mosso solo nel 2014 ben 4 miliardi di euro.

A beneficiare della night life sono stati anche altri settori come ad esempio quello dei trasporti: per taxi e car sharing sono stati spesi 2,5 miliardi. Anche la cultura intesa come cinema, teatri e concerti ha fatturato 1,4 miliardi.

Non è solo l’offerta disponibile ad alimentare la night economy, ma anche la percezione positiva delle persone nei confronti della vita notturna. È questo quanto è emerso da un’indagine condotta dalla Fipe in collaborazione con Censis in base alla quale il 55,8% degli intervistati si è detto soddisfatto dalla night life italiana. Vivere di notte per molti è sinonimo di svago e bei momenti da passare in compagnia di amici e persone care. Ognuno ha ovviamente le sue preferenze, c’è chi ama andare a cena fuori, chi preferisce andare al cinema o ad ascoltare un concerto, chi invece si sente a sui agio nei locali come club e discoteche. Fatto sta che ogni sera sono all’incirca 15 milioni i maggiorenni che escono di casa per alimentare l’industria dell’economia notturna.

Night economy: ecco quanto vale l’economia notturna in Italia

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In molte città, istituzioni e associazioni hanno lavorato bene per cercare di allontanare l’idea che le ore notturne siano dedicate solo allo sballo promuovendo diverse iniziative culturali e attività formative e si presuppone che questa tendenza sarà confermata nel futuro.

Con il suo fatturato di oltre 70 miliardi di euro fatturati nel 2014, l’economia delle notte made in Italy ha creato una ricchezza prodotta – il valore aggiunto – pari a 31 miliardi di euro. Una cifra paragonabile al valore prodotto dal comparto agricolo italiano.

E solo questo dato dovrebbe far riflettere su quanto puntare su business che fanno delle ore notturne il loro core, potrebbe essere davvero una svolta: non parliamo solo di bar, discoteche, ma anche di supermercati o addirittura palestre aperte h24.

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