Franchising in Italia: una guida al mercato per formule di successo
Secondo i dati diffusi nel corso dell’ultimo Salone Franchising Milano, fiera-evento dedicata al settore, la formula del franchising in Italia continua a essere una grande opportunità di sviluppo del mercato. Ad aprire negozi e attività affiliate a una casa madre sono soprattutto i giovani: nel 2017 quasi il 90% dei franchisee ha un’età compresa tra i 25 e i 45 anni. Questa fascia di imprenditori si è lanciata nel mercato con investimenti contenuti e ha scelto il franchising come forma di auto-impiego in risposta alla situazione attuale in cui trovare lavoro è sempre più complicato.
I numeri del franchising in Italia
Il franchising in Italia muove denaro e rappresenta ben il 7% della distribuzione. Il comparto dell’affiliazione ha raggiunto i 25 miliardi di fatturato grazie ai 51mila negozi aperti con 950 catene di franchisor segnando un +2,6% rispetto al 2016. Ma quali sono i franchising che vanno per la maggiore nel Belpaese? I settori più diffusi sono quelli legati al cibo, all’abbigliamento, al benessere, agli articoli per la casa e per la persona. Il successo del franchising è quindi evidente.

I negozi e le attività aperte affiliandosi ad un’azienda nota dimostrano di resistere meglio alla concorrenza dei competitor, è inoltre una formula commerciale che ben si adatta a contesti diversi come il centro commerciale o il negozio di quartiere e viene premiata nonostante il diffondersi del commercio online. Diversa è anche la distribuzione regionale dei franchising che risultano più numerosi in Lombardia, Lazio, Campania e Piemonte.
Franchising in Italia: ecco su cosa puntare
Il vantaggio di avviare un’attività in franchising è quello di avere alle spalle una grande azienda, un marchio noto, che rinnova i prodotti, fornisce assistenza, si occupa del marketing e anche dei rifornimenti o dell’arredo dei locali. I dati del rapporto Assofranchising del 2018 vedono la ristorazione tra le categorie che trainano il settore con 2,5 miliardi di fatturato e 3.800 negozi o locali; segue poi il settore del benessere e della salute con 270 milioni di ricavi registrando un +25%.
Stando a questi dati la cosa più logica sarebbe aprire un franchising nella ristorazione che sia un punto ristoro, una gelateria o altro, ma i fatti ci dicono altro: i franchising in questo settore hanno costi logistici, di personale e di prodotti molto elevati e sono tanti i punti vendita che chiudono perché non riescono a gestire bene il tutto.
Una buona idea potrebbe quindi essere quella di investire nel fitness che ha costi di prodotto più bassi e anche l’investimento iniziale oltre ad essere abbordabile è più sicuro. Questo perché il fitness è un settore in espansione: nel 2016 in Italia la crescita degli iscritti in palestra ha registrato un +2,9% che tradotto in cifre si tratta di oltre 5 milioni di persone. Gli italiani, infatti, ritengono che lo sport sia un investimento sulla loro salute.
Aprire un franchising nel settore fitness in Italia conviene, a patto che si scelga un marchio noto a cui affiliarsi poiché gli italiani hanno dimostrato di preferire brand famosi ritenuti più seri, professionali e affidabili. Un buon marchio a cui affidarsi dovrebbe offrire condizioni vantaggiose per gli affiliati come:
- condizioni di ingresso vantaggiose e personalizzate;
- assistenza nella scelta dei locali e dell’arredamento;
- formazione continua del personale;
- una strategia di marketing per acquisire nuovi clienti.