Come le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di fare impresa

digitale e imprese

Come cambia il sistema-impresa con la digitalizzazione

Oggi possiamo considerare le aziende come entità dinamiche che operano in un sistema caratterizzato da diverse variabili in cui risorse, mercato e tecnologia assumono un ruolo strategico. Il lavoro delle aziende, infatti, viene influenzato dalle esigenze di mercato, ma allo stesso tempo cresce se risorse e tecnologie vengono ben sfruttate; e come in un flusso continuo, a loro volta le imprese modificano il mercato immettendo nuove risorse. Quello che si crea è quindi una sorta di ecosistema in cui convivono stimoli e ostacoli dove è possibile assistere ad evoluzioni capaci di modificare radicalmente l’ordine precedente in tempi molto brevi.

La digitalizzazione è una di queste evoluzioni che non a caso è stata definita una vera e propria “rivoluzione”; per stare al passo con questo veloce cambiamento, le grandi aziende così come quelle più piccole, hanno dovuto cambiare e rinnovarsi: sono stati introdotti strumenti informatizzati per la gestione interna del lavoro, per l’amministrazione, per la contabilità, per fare acquisti, per gestire la rete commerciale e grazie ad Internet sono nati nuovi canali di comunicazione, utili per promuovere brand, prodotti o servizi e sono nate nuove strategie commerciali che è ormai impossibile ignorare.

Le innovazioni tecnologiche non hanno interessato quindi solo l’aspetto produttivo e gestionale delle imprese, ma hanno modificato anche il modo in cui queste ultime sfruttano le risorse, il modo in cui si presentano sul mercato e come promuovono i loro prodotti. Queste nuove opportunità vanno però comprese, in quanto talvolta sono state messe in discussione da coloro che sono rimasti ancorati a meccanismi più tradizionali.

Le imprese sono pronte alla sfida tecnologica?

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Ogni nuova tecnologia introdotta ha messo in atto una sorta di selezione naturale che ha premiato chi ha saputo sfruttarne le potenzialità e penalizzato chi invece non ha saputo cogliere le nuove opportunità. Spesso infatti, da una nuova tecnologia derivano conseguentemente numerosi cambiamenti che, in un primo momento, sono difficili da prevedere. Possiamo dire che tale discorso vale anche e soprattutto per le innovazioni introdotte dal digitale il cui spettro di applicazione è senza dubbio più ampio di quello di ogni altra tecnologia passata in quanto riesce ad includere quasi tutti gli ambiti del mondo reale.

In base a una recente indagine del K&L Gates Legal Observatory, presentata nell’ambito del convegno “Le nuove tecnologie al servizio dell’impresa”, per esempio, il 59% dei manager intervistati ritiene che i lavoratori non siano pronti ad affrontare le sfide dell’innovazione tecnologica:

  • per il 24% il problema è una resistenza culturale al cambiamento;
  • per il 35% vi è scetticismo verso le nuove tecnologie;
  • il 21% è ottimista riguardo agli investimenti aziendali in ambito tecnologico;
  • solo il 18% ritiene che i lavoratori siano pronti al cambiamento.

Per il 34% le preoccupazioni maggiori riguardano la nuova organizzazione, mentre per il 29% la formazione.

Il digitale nell’impresa

Un nuovo approccio al lavoro

Le aziende che sono riuscite ad accogliere il cambiamento apportato dal digitale, hanno visto in prima linea come la tecnologia ha avuto un forte impatto soprattutto sulla gestione del lavoro: se da una parte grazie ai nuovi sistemi digitali i lavoratori sono più flessibili perché possono operare fisicamente all’esterno dei luoghi di lavoro e in orari differenti rispetto a quelli canonici, dall’altra le aziende sono riuscite a facilitare la gestione dei clienti migliorando la loro offerta di business.

In tal senso, infatti, grazie ai nuovi sistemi IT e Big data, le aziende stanno sempre di più trasformando i prodotti in servizi: ciò significa che dopo aver venduto un prodotto continuano ad assistere i clienti che lo utilizzano, in questo modo li fidelizzano e li spingono ad acquistare di nuovo oppure a rinnovare un contratto e il discorso vale per tutte le tipologie di aziende, dalla compagnia telefonica che vende smartphone e assiste i clienti tramite un customer service, alla palestra che sfrutta la tecnologia per offrire agli utenti un servizio migliore e su misura.

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Imprese sempre più flessibili e informazioni sempre più core

Le aziende che sono state coinvolte in pieno da questo processo sono sempre più informatizzate, connesse e interconnesse e sempre meno isolate. Le informazioni, che mai come oggi hanno un ruolo fondamentale nel mondo del lavoro, possono essere ottenute ovunque e in qualsiasi momento, anche nel tempo libero. Tale meccanismo ha come conseguenza quella di creare una percezione della realtà differente rispetto al passato: le informazioni fanno parte integrante della realtà e questa, a sua volta, produce informazioni che vengono immesse nel flusso.

L’operatività quindi diventa virtuale: il lavoro svolto dai singoli impiegati ai terminali entra a far parte di una rete più grande, un organismo condiviso. Per mezzo del virtuale un’azienda può entrare in possesso anche di dati relativi alle abitudini dei suoi clienti riuscendo quindi a carpire quali sono i gusti dei consumatori e le richieste del mercato. Domanda e offerta si incontrano di conseguenza in un unico processo che si basa sulla diffusione e sulla recezione delle informazioni. 

3. Il caso italiano

Qual è la situazione in Italia?

In base ai dati dell’Osservatorio Enterprise Application Governance, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, in Italia il 75% delle imprese sta cambiando il proprio modello di governance per restare al passo con le innovazioni introdotte dal digitale. Per il 29% l’evoluzione della direzione IT passa per la riorganizzazione; per il 40% si attua introducendo processi e strumenti nuovi, per il 36% modificando il modo in cui si relaziona con il business; per il 22% grazie all’impiego di nuove figure professionali. Nel contesto italiano 1 azienda su 4 è immobile da questo punto di vista, cioè non sta facendo nulla per adeguare la propria struttura IT alla digitalizzazione in corso.

I trend su cui puntare

Per il 64% delle Direzioni IT, comunque, la Mobility e la Collaboration sono i trend su cui puntare nel futuro. Seguono poi per il 61% la User Experience, la Data Intelligence per il 44%, la Open Application per il 36% e il Pervasive Computing per il 34%.

Le aziende stanno poi cambiando il loro approccio alle esigenze di business introducendo metodi che puntano sugli obiettivi come il goal based, l’user story mapping, l’analysis. Le direzioni IT hanno, insomma, compreso la necessità di evolversi per far sì che l’azienda possa ricavarsi un ruolo strategico all’interno del mercato.

…e in Europa? 

Secondo uno studio commissionato da Toshiba, più di tre quarti delle aziende europee ha annunciato che nel prossimo anno aumenterà il budget dedicato all’IT. Tale decisione si tradurrà a livello pratico in un incremento del numero dei lavoratori da remoto.  La ricerca ha coinvolto più di 1000 responsabili IT di aziende dislocate in Spagna, Francia, Germania, Uk, Benelux. In base ai dati raccolti priorità di investimento saranno per:

  • sicurezza dei dati (62%);
  • soluzioni cloud-based (58%);
  • soluzioni IT per migliorare la produttività (62%).

Come affrontare il processo di digitalizzazione di un’impresa

digitale nelle imprese

Le innovazioni introdotte dal digitale hanno, quindi, investito tutto il sistema trasformando il lavoro delle aziende, i comportamenti degli utenti, le normative, il mercato in generale, le infrastrutture, intere comunità reali e virtuali.

Digitalizzare un’azienda però, è un cambiamento che va progettato e guidato. I nuovi processi devono essere studiati e applicati per assecondare delle logiche interne, semplificare la gestione e ottenere dati utili per favorire e stimolare nuove idee. Il cambiamento introdotto dal digitale è stato caratterizzato dalla rapidità e proprio tale rapidità ha messo in difficoltà le aziende che non sono state capaci di stare al passo.

Le imprese che, invece, hanno colto la sfida stanno adottando nuove strategie anche nelle fasi di analisi e pianificazione dei progetti, ad esempio, puntando sulla condivisione dei progetti con gli utenti.

Quello che stiamo vivendo oggi è inevitabile, si può scegliere di assecondare l’innovazione e sfruttarne le potenzialità, oppure lasciare il passo ad altri. I governi dal canto loro potrebbero assecondare il cambiamento intervenendo con nuove politiche del lavoro, ormai necessarie in un sistema sempre più flessibile. Ai lavoratori, invece, quello che viene richiesto è un miglioramento delle loro capacità e delle loro competenze.

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